domenica, gennaio 07, 2007

CI MANCAVA SOLO QUESTA


Tutto imbacuccato scendeva la scaletta del transaereo un tipo un po' goffo, con un cappottone, due sciarpe e una valigetta floscia, che stingeva al petto con una mano, mentre con l'altra si aggrappava al corrimano.
MacEwan lo fissava cupo da bordo pista, lo osservava caracollare e scivolare tra neve e ghiaccio, soffermarsi a domandare a personale tecnico informazioni sul percorso da seguire, indicare a destra e sinistra, ringraziare sollevando il cappello dalla testa.
Il giornalista scozzese attese con le mani dietro la schiena che il goffo personaggio lo vedesse...
Non appena questo avvenne, alzò una mano in segno di saluto,
Quello di affannò a corrergli incontro.
- Le avevo detto di non venire. - disse severo MacEwan.
- Ma Ho... Ho cercato di rispettare quella consegna...-
-E  allora?-
- Ero troppo preoccupato. Le notizie che arrivano da queste parti sono sempre scarse e inquietanti...-
- Diciamo che comunque non ho bisogno di balie. E che la sua presenza potrebbe farmi saltare un importante scoop. L'amicizia dovrebbe avere dei confini, ognuno deve avere i suoi territori di autonomia, dottor Spencer.-
- Beh io...-
- Lei vuole infilare il naso un una parte della mia vita che deve restare riservata. Riservata, è chiaro?-
- Ma io...-
- Lei adesso viene con me al rinomato Pettola Hotel, dove prenderà una stanza e mi lascerà libero di procedere con la mia inchiesta giornalistica senza intralciarmi. A Edimburgo aspettano la conclusione del mio lavoro e io non ho nessuna intenzione di ritardare.-
- A...  Edimburgo?-
- Naturale. E' lì che ha sede il mio giornale. -
MacEwan assunse un tino eccessivamente vanaglorioso:
- Si ricordi: Lawrence MarEwan è una firma importante e lei non deve interferire in alcun modo col suo lavoro...  E. incidentalmente, c'è di mezzo anche la sicurezza del Governo di Sua Maestà Britannica.
Il nuovo arrivato deglutì.
- E adesso prendiamo una slitta.- concluse sbrigativo MacEwan.

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domenica, gennaio 07, 2007

PRESO!

dal Diario di Tattvas Lattvas

Frigorenhavn, 27 Novembre 1889
Ari Thordal è rinchiuso nel carcere circondariale di Nikken. McEwan ha avuto una parte considerevole nel suo arresto. Grazie alle sue indagini, e all’aiuto dei ragazzini da lui assodati per poche monte, la rete si è chiusa intorno al Veljet traditore. E’ stato sorpreso di sera, nelle vicinanze del Ministero degli Interni, in apparente attesa di qualcuno. Quando è stato tratto in arresto dall’Ispettore Yukko Kuoni, non ha opposto nessuna resistenza. Di fronte alla domanda di cosa cosa stesse facendo lì non ha dato nessuna risposta né, pare, lo ha fatto in seguito al primo interrogatorio, svolto dall‘Ingenior Saari. E’ chiuso in un ostinato silenzio. Dà l’impressione di voler nascondere un importante segreto. Mc Ewan sembra contento del colpo ma, avendo imparato a conoscere un po’ il suo modo di fare, non mi sembra del tutto convinto. Staremo a vedere.

domenica, gennaio 07, 2007

La sete si era ormai fatta insopportabile.
Dovevano essere passati almeno due giorni da quando aveva bevuto l'ultimo sorso d'acqua e G.G. sentiva le forze abbandonarlo
insieme alla lucidità di pensiero.
"Non posso continuare così" pensò "In ogni caso andrei verso la morte"
Si trascinò fino alla ciotola e bevve tutto d'un fiato poi cadde riverso su un fianco, come spossato dallo sforzo.

Quando riaprì gli occhi venne investito da una luce tanto forte che gli parve di restare accecato.
Non si trovava più nella cella, le pareti erano bianche, la luce proveniva da un'ampia vetrata alla sua destra. Era disteso su
una specie di divano e intorno a lui si muovevano alcune figure di cui però non riusciva ancora a definire i contorni.
"Il nostro ospite si è svegliato dunque! Ha riposato bene signor Guiducci? Sono desolato che abbia dovuto soggiornare in
una così scomoda sistemazione sino a ieri sera, ma dovevamo essere certi che lei non fosse coinvolto nell'operato di alcuni ficcanaso
che stanno investigando su questioni che ci riguardano molto da vicino."
G.G. scosse la testa cercando di mettere a fuoco il suo interlocutore, ma aveva la vista appannata e un forte senso di vertigine.
"Abbiamo capito che lei non c'entrava nulla Guiducci e per questo ci scusiamo del trattamento, ma dovremmo chiederle un'ultima
cortesia prima di ritenerci soddisfatti del servizio che ci ha reso e consegnarle i progetti che le stanno tanto a cuore.
Vuole farci quest'ultimo favore?"
G.G. avrebbe voluto rifiutarsi, andarsene in fretta e tornare a casa, ma si ricordò delle promesse fatte, della guerra che incombeva
del suo desiderio di distinguersi e vedere affermato il suo valore con un alta ricompensa.
"Credo...credo di si, quando mi sarò ristabilito intendo..."
"Per questo non c'è problema! Il nostro medico le somministrerà un farmaco che le farà tornare le forze in poche ore.
Deve agire in fretta."
Leggenda riferita da: Minerva84 alle ore 20:45 | Permalink | commenti
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mercoledì, gennaio 10, 2007
DUBBIO

dal Diario di Einar Saari

Frigornehav, 28 Novembre 1889

Thordal è in carcere per alto tradimento. Non ne sono contento. È un Veljet, e basterebbe solo questo a rendere la cosa insopportabile. Ma è anche un amico. Sono sicuro che Ari non è colpevole. O meglio, sta proteggendo un segreto scomodo, o qualcosa del genere. L’ho visto all’interrogatorio: ho letto il suoi occhi, occhi di un innocente. Ma c’è una strana ombra intorno a lui. E Ari sa ben difendersi dalle mie “intrusioni”. Annoto a marigine di questo diario anche un altro singolare fatto che non ha tardato a suscitare un certo stupore: la giornalista Gwenaelle Le Gouannec è stata ricoverata all'Ospedale Centrale Saatri per un improvviso mancamento.

Leggenda riferita da: melpunk66 alle ore 22:56 | Permalink | commenti
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lunedì, gennaio 15, 2007

Il piano era semplice. G.G avrebbe dovuto recuperare una semplice spilla, la spilla anzi, quella che gli aveva causato tanti guai.
A quanto dicevano era finita nella mani di un certo Mc Ewan, lo stesso Mc Ewan che aveva avuto il piacere d'incontrare tempo prima.
Recuperata la spilla l'avrebbe consegnata in cambio dei progetti e avrebbe trovato pronti a riaccompagnarlo in patria due veloveivoli privati. Semplice. Davvero semplice.
G.G. si stupì nel vedere che l'edificio dal quale usciva non era altro che una semplice casa del centro di Frigorenhavn a pochi passi dall'hotel
in cui lui stesso aveva soggiornato. Come era possibile? Dove si dipanavano i lunghi corridoi che aveva percorso?
Non era però il momento di porsi certe domande.

Percorrendo la strada che conduceva alla piazza principale di Frigorenhavn, dove sperava di ottenere notizie su dove poter incontrare Mc Ewan da solo, G.G. ebbe però una sorpresa.
Vide un uomo che camminava sul lato opposto della strada, immerso evidentemente nei suoi pensieri, l'aria preoccupata, ma non fu questo ad attirare la sua attenzione: quell'uomo portava la spilla!
Allora le notizie che gli erano state date erano sbagliate! La spilla non era in possesso di Mc Ewan!
Attraversò la strada e seguì l'uomo che a passo svelto entrava in un'abitazione del centro.
Ora sapeva dove trovare la spilla.

Leggenda riferita da: Minerva84 alle ore 15:26 | Permalink | commenti
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martedì, gennaio 16, 2007

THORDAL

dal Diario di Silas Polomei

Frigorenhavn?

Il mio terrore ha raggiunto il livello più alto da quando sono chiuso in questo posto. Oggi è entrato nella stanza il gigante, seguito da un uomo alto etutto vestito di nero. Buongiorno Polomei, mi ha detto, Sono Thordal. Mi ha osservato un attimo e poi ha detto: Domani proporremo alla Repubblica di liberarla in cambio del rilascio di una persona che ci sta molto a cuore. Spero per lei che la Repubblica accetti la nostra proposta. Poi è andato via, veloce e silenzioso, seguito dal gigante. Sono nella confusione più completa, il mio destino è sempre più incerto. Ora devo davvero credere che la mia vita è in pericolo?

Leggenda riferita da: melpunk66 alle ore 23:22 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, gennaio 19, 2007

dal Diario di Tattvas Lattvas

Anche se Mc Ewan mi ha tranquillizzato non sono in grado di perdonare me stesso.
Ho lasciato che mi venisse sotratta la spilla che mi era stata affidata, un elemento importante per le indagini, una prova insostituibile.
Tutto per una mia debolezza. Non riesco a capacitarmene.
Quando ho sentito bussare alla porta della mia stanza credevo si trattasse proprio di Mc Ewan con cui avevo appuntamento in serata.
Prima di alzalmi ad aprire ho pensato che fosse venuto in anticipo per comunicarmi qualche novità, che ci fosse stato qualche progresso
nelle ricerche, ma mi sbagliavo. Fuori ad aspettarmi c'era un uomo di mezza età, alto, indossava un largo cappotto di pelliccia
e portava occhiali scuri nonostante fossimo al chiuso.

"Il signor Lattvas?"
"Si, sono io. Desidera?"
"Sono venuto da parte della corporazione Kpradi. La corporazione ci tiene a ringraziare lei e il signor Mc Ewan per la disponibilità
che avete mostrato nel condurre le indagini circa le ripetute infrazioni della sicurezza avvenute nelle scorse settimane."
"Sono lusingato, ma davvero non ce n'è bisogno...non ho fatto praticamente nulla...ho solo accompagnato qualche volta Mc Ewan..."
"Sono già passato a fare visita al suo collega che ha accettato volentieri il nostro omaggio..."
"In questo caso..."
Presi dalle sue mani un piccolo pacchetto. La carta avvolgeva una scatola di legno finemente intarsiata e all'interno
trovai una pipa di piera dura e una buona dose di quella che credevo essere skreda.
"La ringrazio sentitamente"
"Non c'è di che. Si goda un pò di riposo ora"
Mentre mi chidevo la porta alle spalle pensai "Ma non erano tutti pinguini alla corporazione?"
Avessi dato ascolto al mio dubbio!
Ma ero stanco, le giornate precedenti avevano messo a dura prova la mia stabilità psicofisica e decisi di concedermi un momento
di assoluto riposo. Presi la pipa e mi sedetti in poltrona a fumare placidamente.
Al risveglio pensai di essermi semplicemente assopito, ma avevo un forte mal di testa.
Mi alzai per cercare qualcosa per farmelo passare nel cassetto della scrivania e solo allora mi accorsi che la porta della stanza era
socchiusa.
Quando mi avvicinai per chiuderla vidi che era stata forzata.
Chi era entrato? Per cercare cosa? In pochi istanti mi resi conto di quanto era accaduto. La spilla non era più nell'armadio.
Era stato quell'uomo! Mi aveva drogato! Non era skreda ed io ero caduto nella sua trappola!
Corsi subito da Mc Ewan, ero disperato.
Lo trovai intento a leggere alcune carte con aria pensosa.
Dopo aver ascoltato il mio racconto mi fece sedere, mi diede un tranquillante e mi disse che non si trattava di una
perdita così grave.
"Siamo comunque ad una svolta nelle ricerche Lattvas. Non si preoccupi, non ha compromesso nulla"
In ogni caso non posso fare a meno di accusare me stesso di un atto di stupido pressapochismo.



Leggenda riferita da: Minerva84 alle ore 13:11 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, gennaio 24, 2007

NELLA BOCCIA DI CRISTALLO

dal Diario di Tattvas Lattvas

Frigorenhavn, 29 Novembre 1889

L’ho sempre pensato che Einar Saari fosse un uomo dalle doti straordinarie. O meglio, l’ho pensato fin dalle prime volte che ho avuto occasione di parlare con lui. E oggi ne ho avuto ulteriore conferma. Ieri mi aveva fatto recapitare un biglietto, invitandomi ad andare a trovarlo in casa sua in copmpagnia di McEwan. Quando ci ha accolti nel suo studio io e lo scozzese siamo rimasti stupiti da quanto il padrone di casa aveva appronatto al centro della stanza. Su un tavolino era poggiata una sefra di cristallo, molto simile a un aboccia per tenere i pescilini rossi, a metà piena d’acqua (così ci è sembrato almeno). Saari ha saltato ogni convenevole, e ci ha chiesto di disporci intono al tavolino. Ho incominciato a sudare freddo: temevo in qualcosa di simile a quanto si era verificato durante l’indagine al Boine Paark. Ma le cose sono andate diversamente. Saari ha rceitato una formula, credo in antico boreale, e ha fatto compiere al dito indice dell amano destra tre cerchi in sesno antiorario. Poi ha immerso nell’acqua della boccia di cristallo un temperino con il manico di corno nero. Poco dopo, ha rotto il silenzio dicendoci: osservate il centro della boccia. Sia io che McEwan abbiamo visto nitidamente nell’acqua stagliarsi la figura di Ari Thordal. Anzi, per essere preciso, due immagini identiche di Ari Thordal. Poi Saari ci ha chiseto di allontanarci dalla boccia, ha fattocompiere due giri orari al suo indice intorno alla boccia, ha espirato rumorosamente e si è allontanato cnhe lui dalla boccia. E’ come avevo già presentito: Ari Thordal è completamente estraneo a ogni complotto contro la Repubblica. Egli è inncente, e, anzi, è un uomo di totale trasparenza e onestà. E’ in cella per una colpa che non gli apaprtiene. Devo liberarlo al più presto.

mercoledì, febbraio 07, 2007

Un Doppio di Thordal?

dal diario di Einar Saari

Frigorenhavn, 29 novembre 1889
Ieri Ari Thordal è stavo visto distintamente da alcuni testimoni nelle vicinanze del Ministero della Guerra. Si è dileguato in direzione del Boine Paark. Il fatto è che Ari Thordal è rinchiuso nelle Carceri della Repubblica. Dal momento che escudo categoricamente che Thordal sia in grado di bilocarsi (è un potere che il suo livello di Evoluzione non gli consente), il mistero diventa davvero fitto. Come fa a essere riunchiuso in una cella e, allo stesso tempo, andarsene in giro per la città indisturbato?

Intanto, ho avuto modo di parlare, per pochi minuti, con la giornalista LeGouannec. Dopo il malore, è tornata alla sua stanza dell’Hotel Pettola. E’ una donna di grande fascino e di grande carattere. Ora so che è l’amante di Ari Thordal. E’ convinta della sua totale inncenza ed estraneità a ogni fatto criminoso.

Leggenda riferita da: melpunk66 alle ore 23:33 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, marzo 14, 2007
G. G. era soddisfatto.
Ce l'aveva fatta, aveva ottenuto la spilla e ora sarebbe ritornato in patria con i progetti per i quali aveva affrontato tante vicissitudini. L'avrebbero accolto come un eroe, sarebbe stato ricordato nei libri di storia del suo paese come colui che aveva permesso la vittoria!
Quanti progetti avrebbe potuto realizzare e nessuno avrebbe più avuto il coraggio di definirlo uno scienziato di terz' ordine.
G. G. rifletteva su queste cose aspettando nel punto convenuto l'uomo a cui avrebbe consegnato la spilla in cambio dei progetti. Finalmente se ne sarebbe andato dalla Repubblica Boreale e gli ingenior, i pinguini Kpradi, gli strani investigatori che gli stavano alle calcagna sarebbero stati solo un ricordo.
Il sole incominciava a tramontare. G. G. non si era mai sentito così sicuro di se.
Leggenda riferita da: Minerva84 alle ore 22:35 | Permalink | commenti
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venerdì, marzo 16, 2007
Verso la fine...


Lo scambio era avvenuto senza particolari problemi e si poteva tranquillamente dire lo stesso del viaggio di ritorno in patria. All'arrivo era stato Tullio ad accoglierlo, un sorriso soddisfatto sul volto rubizzo e una calorosa stretta di mano ma nulla più. L'amiciza sembrava più forte con la distanza e G. G. si rese conto di aver costruito un'imagine di amico probabilmente inesistente.
"Allora carissimo collega, ha fatto un buon viaggio? Come si sente?"
G. G. non credeva fosse possibile che la stessa persona che gli aveva scritto calorose parole d'incoraggiamento fosse ora quella che lo trattava con tanta deferenza.
"Bene, grazie. Sono solo un pò stanco Tullio, ma il solo fatto di avere qui in questa borsa i miei agognati progetti mi rinfranca a tal punto che potrei correre immediatamente a consegnarli al ministro della guerra!"
"Di quali progetti parla professore? Il volo deve averla stancata parecchio..."
G. G. non capiva: come faceva Tullio ad aver dimenticato lo scoipo del suo viaggio nella Repubblica Boreale?
E le lettere con i continui aggiornamenti che gli aveva inviato? Sembrava così interessato allo sviluppo delle sue indagini!
"Professore...si sente bene?"
G. G. era immobile e pallido, fissava incredulo l'amico senza sapere più se era tale o se forse la sua mente gli avesse giocato un crudele scherzo.
"Tullio, ma non ricordi? I progetti...il viaggio nella Repubblica Boreale seguendo le traccie del manoscritto? Non ricordi?"
" Professore, ma di cosa sta parlano? Repubblica Boreale? Ma lei è appena tornato da Berlino professore! Non ricorda? Ha trascorso alcuni mesi là per tenere un corso  universitario...non ricorda?"
G. G.si sentiva stanco, maledettamente staco e confuso. Nella sua mente si sovrapponevano le immagini di Mc Ewan, degli ingenior fuoriusciti, la corporazione Kpradi, la spilla, le nevi della Repubblica Boreale e quella luce, così bella e così irreale che si spandeva all'alba...
Irreale. Forse era la parola giusta, forse era stato tutto un sogno, forse non c'era nessun paese del genere. Afferò la valigetta per mostrare a Tullio i progetti, ma si stentì venire meno.
Quando si risvegliò era sdraiato in un letto di ospedale. Dalla finestra filtrava un pallida luce biancastra.
"Vi siete svegliato alla fine!" disse un'infermiera al suo capezzale.
"Che cosa è successo?"
"Vi siete sentito male appena sbarcato dall'aereo che vi riportava dalla Germania professore. Il vostro collega De Beficis vi ha prestato i primi soccorsi. Esaurimento nervoso hanno detto i medici e vi hanno somministrato alcuni blandi calmanti. Avete dormito per un paio di giorni sapete?"
Allora era vero. Si era ingannato, aveva sognato tutto, era tutto un parto della sua mente affaticata e stanca di sentirsi sempre in secondo piano.
Ora doveva solo riposare e cercare di tornare alla vita normale, ma un dubbio lo assillava
"Mi scusi infermiera, il professore ha lasciato per caso qualche oggetto personale che avevo con me al momento del malore?"
"Certo, la sua valigetta. Aspetti, glie la prendo"
G. G. si mise a sedere sul letto, appoggiò la valigetta sulle gambe e la aprì. Dentro non c'era che un semplice foglietto e la busta con i suoi effetti personali. Fu il biglietto però a colpire la sua attenzione e a fargli crollare improvvisamente il mondo addosso.
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lunedì, marzo 19, 2007

IL SECONDO THORDAL

Dal Diario di Einar Saari

Frigorenhavem, 28 Novembre 1889

La confusione regna sovrana nella capitale! Elementi esterni minacciano l’equilibrio politico della Repubblica. Il fratello Thordal è in carcere per cospirazione e altro tradimento, ma intanto è visto girare impunemente per le strade della città. MacEwan gli ha sguinzagliato alle calcagna un gruppo di ragazzini male in arnese ma svelti d’occhio e di mano. Stasera lo pedineremo: io, Mac Ewan e Tattvas Lattvas. Secondo le indicazion i dei ragazzi, sappiamo dove trovarlo. Finalmente sveleremo l’arcano del doppio Ari Thordal! 

Intanto le informazioni su infiltrazioni di agenti di st. Goerges diventano di ora in ora più pesanti. Qualcuno li dirige dall’ainterno, e i danni portati all’ordine costituito cominciano a destare sospetti. Il Presidente esita sull’eventualità di proclamare lo stato d’assedio. La Polizia Boreale è allertata, il lavoro del cerchio è duplicato: gli attacchi dei Veljet Neri sono continui, potrebbero violare importanti segreti.

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domenica, aprile 15, 2007
TUTTO E’ PRONTO

dal Diario di Tattvas Lattvas

Frigorenhavn, 30 Novembre 1889

Tutto precipita nella capitale Boreale. Tutto scorre più veloce, ogni attimo nega il precedente, lo supera. Il Rabdomant Saari è riuscito a raccogliere importanti elementi sul doppio Thordal, che è convino essere inncoente ed estraneo a i fatti. Mc Ewan, dal canto suo, ha fatto pedinare il Thordal in libertà, il doppio di colui che è in questo momento è chiuso in una cella. I ragazzi da lui assoldati lo hanno seguito, spiato, controllato. Questa sera cercheremo di piombargli addosso. I suoi passi sembrano convergere verso il Faro di Oer. Un alto edificio isolato. Siamo pronti.
Leggenda riferita da: melpunk66 alle ore 22:26 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, aprile 23, 2007

IL FARO DI OER

Da Viaggio nella Repubblica Boreale e a St. Georges, di Hermann Fenster, Lispia, 1822

Dei fari della Repubblica Boreale, quello do Oer (che non potei visitare) è il più antico e maestoso. Poco distante dalla capitale Frigorenhavn, fu eretto nel 1776 su progetto dell’Ingenior Skald Fjaerl, per presidiare un lato della costa boreale particolarmente esposta a pericolose correnti marine, oltre che alla processione di grandi iceberg e costellazioni di piccoli blocchi di ghiaccio galleggianti. Secondo le informazioni raccolte, il faro sarebbe stato eretto sulle rovine di un antico santuario scandinavo, collocato in corrispondenza di un nodo geodetico, ovvero il punto di intersezione di correnti magnetiche che percorrono la crosta terrestre. Del Faro di Oer conservo un ricordo strano: mentre rimanevo a testa in su per osservare la lampada posta sulla suca sommità, mi parve si sentire provenire dal suolo sotto le mie scarpe come una vibrazione sottile eppure facilmente avvertibile rimanendo fermo. Alle mie domande circa quella vibrazione, che ero sicuro di avvertire, ricevetti solo risposte evasive dai miei accompagnatori. Il più loquace mi spiegò che lì, in terra boreale, la terra trema spesso sotto i piedi, è piena di energia.

Leggenda riferita da: melpunk66 alle ore 21:15 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, maggio 02, 2007
Carissimo
sono davvero desolato per quanto avvenuto, ma certamente non potevi pensare che avrei perso l'occasione di diventare lo scienziato o meglio l'uomo più potente di questo paese! Ti ricordi la nostra discussione anni fa? L'amicizia, che male incurabile, che insana follia! E invece le persone cambiano, tu sei cambiato, ti sei lasciato prendere dai sentimenti...la lontananza forse. Io no, io non sono cambiato e tu hai creduto di vedere in me un riflesso di te stesso. Carissimo io non ti ho ingannato, tu stesso l'hai fatto cedendo alle lusinghe irrazionali del sentimento. Ti lascio queste righe come un monito, testimonianza di quella che fu la mia stima per te ai tempi in cui davvero eri un uomo di scienza e null'altro. Il male che pensi io t'abbia fatto si risolverà in sicuro beneficio. Solo gli ingrati possono non comprendere le virtù del tradimento.
Addio G. G.
Tullio
Leggenda riferita da: Minerva84 alle ore 21:56 | Permalink | commenti (1)
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